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Titolo
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Caro Scattini, riesaminata la questione
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Descrizione
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Lettera di 2 pagine, senza busta, contenuta nel faldone 1
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Trascrizione
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AVVOCATO FRANCESCO CATTANEO NOTAIO FAIDO (TICINO-SVIZZERA)
Faido,6 Novembre 1945
Caro Scattini, riesaminata la questione che Lei mi ha sottoposta nel colloquio di ieri sera circa la sistemazione dei rapporti reciproci di proprietà tra il patriziato di Brione Verzasca ed i compadroni degli alpi, non posso che confermarle nel modo più categorico la opinione già espressa. Ho la netta impressione che la soluzione proposta, certo colle migliori intenzioni, dal segretario del Dipartimento Interni condurrebbe a complicazioni d’ordine giuridico e d’ordine pratico inestricabili, sia nei riguardi dei compadroni, sia nei riguardi del Patriziato.-
Nei riguardi dei compadroni :
il regime giuridico che si verrebbe ad instaurare, o piuttosto a confermare, fra di essi sarebbe quello della comproprietà, regolata dagli art. 646 a 651 del Codice Civile Svizzero. Suppongo che Ella tenga già in casa un esemplare del Codice Civile Svizzero, o comunque possa compulsare quello certamente esistente in codesto archivio comle. Ella vedrà subito come le sue disposizioni, sia per ciò che riguarda i diritti di disposizione dei singoli, sia per ciò che riguarda la gestione della comproprietà, sia per ciò che riguarda la alienazione, sia finalmente per ciò che riguarda la divisione, assolutamente non si inquadrino nel rapporto di condominio alpestre che si tratterebbe di attuare secondo la proposta dipartimentale.- È facile prevedere che ciascuno degli atti di gestione o di disposizione del condominio condurrebbe, nella sua attuazione pratica, a difficoltà insormontabili e a contrasti di tendenze e di interessi fra i condomini. Nel regime della proprietà patriziale queste difficoltà sono prevenute, o vengono eliminate dalle norme del diritto amministrativo, cioè pubblico, che governa la materia, o comunque vengono superate attraverso il voto assembleare. Nel regime della comproprietà privata, invece, ogni contrasto può, almeno teoricamente, sfociare in una contestazione giudiziaria.- Materia gravissima di contestazione potrebbe essere, tra altro, la applicazione del diritto di chiedere la cessazione della comproprietà previsto dall’art. 650 del CCS a favore di ogni comproprietario.- Delle due l’una infatti: o si ammette puramente e semplicemente questo diritto, e allora si profila senz’altro il frazionamento della comproprietà tra i condomini o il suo assorbimento da parte di alcuni di essi con pregiudizio della economia collettiva;- oppure si ritiene che la
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divisione é esclusa dal fine a cui la proprietà é destinata (art. 650, 1 cpv.), e allora si ricade, almeno potenzialmente, nel regime della proprietà indivisibile dell'ente pubblico.-
La complicazione naturalmente si aggrava se il Patriziato é chiamato esso pure a far parte della comproprietà, in ragione degli oneri che gli si vogliono imporre col nuovo regolamento.-
Nei riguardi del Patriziato.-
Dubito assai che le norme stabilite dagli art. 2 a 7 dello schema di regolamento, le quali sostanzialmente prevedono la devoluzione a favore dei compadroni di tutto o di parte del ricavo della vendita dei boschi patriziali siano conciliabili coll’art.50 della legge organica patriziale, combinato cogli art.134 a 145 della legge organica comunale.- Secondo dette norme di legge, infatti, il ricavo della realizzazione di beni della Corporazione deve essere impiegato ad accrescimento della sostanza della Corporazione medesima.- Né potrebbe quindi convertirsi in miglioramento od incremento della sostanza di privati, proprietari o comproprietari quali sarebbero, in concreto caso, i compadroni delle alpi.- E' vero che nella pratica si sono verificate, e si verificano, numerose deviazioni da questa nonna. E' pero da escludere, per motivi fondamentali di ordine pubblico, che a questa norma si possa derogare a priori, e dirò così in via di principio, con una espressa disposizione regolamentare.- Per queste e per altre considerazioni, di ordine sopratutto pratico, e pertinenti alla razionale economia della proprietà alpestre e forestale, dovrei sconsigliare nel modo più categorico la adozione di un regime come quello prospettato dallo schema in esame, e dovrei invece insistere nel consigliare il regolamento razionale, organico, definitivo, della situazione attraverso la devoluzione delle alpi dai compadroni al Patriziato, subordinatamente attraverso il riscatto dei diritti dei compadroni da parte della Corporazione patriziale.-
Sempre volentieri a Sua disposizione per chiarimenti ulteriori, colgo l'occasione per salutare cordialmente Lei e famiglia
annessi: schema suddetto.
PS. Nella corr., od al più tardi nella prossima settimana Le ritornerò il progetto di codice scolastico, dopo che ne avrò trascritte le postille.- Per Sua norma La informo che, secondo lettera giuntami in questo istante, la Commissione extra-parlamentare per l’esame del codice scuola é convocata per i suoi incombenti nella seconda metà del prossimo gennaio.-
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Tipo di documento
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Lettere
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Soggetto produttore
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Compadroni Alpe Giove
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Data di creazione
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1945-11-06
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Copertura temporale
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1945
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Località
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Brione
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Persone
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Scattini, Cesare
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Etichetta
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Giove - busta 5
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Provenienza
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Luigi Togni, donato il 9.6.2025. A sua volta ricevuto dallo zio Arnoldo Togni.