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Titolo
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L'amor proprio, che nutro verso di te
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Autore
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Mocettini, Giacomo
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Descrizione
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Busta contenente una lettera.
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Trascrizione
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[Busta_Fronte]
[Manca il francobollo ma c’è il timbro di Lavertezzo! Il timbro postale è datato 19 VII76-8, Locarno]
Al Sig Rusconi Giacomo
Penitenziere di Lugano
[Busta_Retro]
[Lettera_Pagina_1]
Brione Verz li 16 Luglio 1876
Amante Carissimo
L’amor proprio, che nutro verso di te mi spinge ora a piì diffusamente parlarti che in quella che già ti spedii. Anzi tutto ti dico dunque che tanto io, quanto il figlio godiam fiorente salute, e così sperare altrettanto di te. È pur dura la nostra separazione, ma altra via di scampo non v’è che attaccarsi [alla, cancellato con tre linee] quella pazienza che è l’unica che sappia addolcire i mali, le traversie le disgrazie i dolori di questo mondo. Ognuno soffrendo rassegnato s’acquista futuri meriti, e molto maggiori se si devon soffrire per cause ove s’abbia la coscienza pura. Giorno non passa, anzi ora ch’io non preghi e desideri la tua libertà, e come già ti dissi sovvengati che l’esperienza dimostra che l’innocenza o presto o tardi galleggia sulla colpa, e per ora unitamente adoperiam i disgusti a far le consolazioni, unitamente preghiam colui che tutto vede onde abbia di noi pietà onde abbia un qualche giorno a por termine alle nostre sciagure e abbia a venir in chiaro quel delitto a caso, per cui fosti condannato. Non temi sulla mia sorte né del figlio fin’ ora nulla va male, e se voltasse per lo avanti un qualche santo ha sempre provveduto a tutto, e difatti l’occhio della giustizia e misericordia divina penetra per ogni dove, e l’angel di Dio terge le lacrime all’afflitto senza essere veduto così è basti solo che la gratitudine non manchi. Beati i tribulati, Beati coloro che soffrono che saranno consolati.
[Lettera_Pagine_2]
Tutti mi ajutano e nessun mi traversa piede ed io fa quel che devo fare per tutto. Feci prove a cercare quei denari che tu mi dissi ma un centesimo non l’ebbe da nessuno anzi adducono pien di pretesti e ormaisopporterò senza neppur farmi odiare, anche la Sig. ra Gnesa V. ha delle pretese d’aver ragguagliato canape, e insomma anche quel che resta non me li da. Decarli [Sembrerebbe Giovachino] dice che ti deve ancor due franchi e mezzo, questo dice sì, lui darli poi a uno darli poi a un altro è lo stesso, anzi senza attestato della Municipalità non li dara a nessuno. Anche tuo zio dice che lui ha per le mani più niente già lo sai quando uno è pagato anche di più poco s’interessa d’altro, fatto è ho nelle mani neppur un centesimo da dessuno. Non […] però per questo che io non ne fo calcolo vivrò colle mie fature o bene o male. Tu puoi fare cosi scrivi alla munipalità che registri il figlio testimoniando tu come padre che così il figlio almen resta comunista e patrizio, e se vuoi scrivere a tuo fratello però fa come credi, e ciò a caso è peri tuoi vestiti. Tu mi hai chiesto il mio ritratto e quello del figlio, ecco che io lo feci fare e te lo spedisco, insomma sovvengati di me, scrivi di spesso però quando puoi che sempre ti riscontrerò.
Per ora ti lascio ricordarti che io farò quel che posso in tutto. Tu raccomandati solo a Dio. Ti saluto caramente e sono la diletta tua Antonia Mocettini.
Un saluto da Gaspare Scolari e sua moglie, e da Mocettini Giacomo
Consegna […] di sei giorni per la prigione del […] [Firma di qualcuno]
[Commento: L’ultima frase è scritta con una grafia e un inchiostro di color diverso. Particolare il timbro sul fronte della busta “Lavertezzo” e il fatto che manchi il bollo altrimenti presente].
[Fine]
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Tipo di documento
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Buste
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Lettere
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Formato
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Busta 15*8cm; Lettera 22*27cm
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Data di creazione
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1876-07-16
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Copertura temporale
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1876-07-16 fino al 1876-07-20
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Etichetta
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Valigia Rusconi
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Collocazione
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Museo Verzasca
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Provenienza
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Berri, Silvano