-
Titolo
-
Ora vango a testificarti la somma mia soddisfazione
-
Autore
-
Rusconi, Giacomo
-
Trascrizione
-
[Lettera_Pagina_1]
[In alto a sinistra la firma in nera di? ; il documento è scritto su della carta del Penitenziere che riporta sulla sinistra le norme per la corrispondenza che riporto: Penitenziere Cantonale / Norme per la corrispondenza dei reclusi e dei detenenti/ I reclusi e detenuti ponno scrivere e ricevere negli stessi intervalli che sono stabiliti per le visite, cioè: Di un mese per gli attinenti alla classe prima (D’isolamento); Di quindici giorni per quei della seconda classe (del lavoro in comune); Di dieci giorni per i condannati della classe terza (periodo preparatorio alla liberazione); La Direzione potrà abbreviare i termini a titolo di ricompensa o d’urgenza, e così prolungarli per punizione. Le lettere che partono dai condannati sono consegnate alla Direzione, la quale esamina, e, se nulla ha da obbiettarvi, le munisce del visto, le suggella, e vi dà corso; - quelle che entrano, all’indirizzo dei medesimi ( e che dovranno essere affrancate) saranno aperte, parimenti lette e sottomesse al visto, indi inoltrate a destinazione. Le corrispondenze trattenute si conservano presso la Direzione a giustificazione del rifiuto; - oppure i brani che ritengonsi non convenienti si cancellano in guisa da renderli illeggibili. Le spese di carta e di affrancazione postale occorrenti dovranno essere rimborsate all’Amministrazione.]
Penitenziere di Lugano, li 3 Novembre 1878
Fidanzata Carissima
Ora vango a testificarti la somma mia soddisfazione per la domanda di grazia in Gran Consiglio, e di mia perfetta salute, come spero similmente di tutti voi. Avrei scritto prima non era ancor giunto il momento. Il mio dovere mi obbliga a comunicarti quest’oggi una ben premurosa notizia ricevuta il giorno 7 ottobre. Dopo del 5 maggio che non ho scrittto più nulla neppur quella non so se l’hai tu ricevuta. Non temi io saro sempre per voi quanto son contento che non sei maltrattata da nessuno, così spero de mio carissimo figlio. Anch’io quanto a qui non ho lamento dietro nessuno, anzi cercano sempre di profittaremi di […] consigli; del nostro signor Direttore, e di tutti quelli che mi corregge bene. Allora ascoltami bene quello ch’io ti dico, di attendere il giorno propizio per inoltrati in Gran Consiglio quando che passa la mia dimanda di grazia. V’ha dunque prega il mio Avvocato e l’Avvocato Varena che era si presente al nostro debattimento prega tuo padre, prega l’amico mio Bisi Luigi; per raccomandarsi a quelli che hanno preso parte per la sua liberazione e come vero testimonio che io lo supplico caldamente, che si adoprano in quanto che potranno per la mia liberazione.
[Lettera_Pagina_2]
Raccomandati a mio fratello, insomma prega tutti quelli che puo farmi del bene per ajutarmi ripeti le mie parole, e tu lo sai bene che da gran tempo gli ho perdonato, anzi sarei pronto a fargli del bene. Anch’io qui prego tutti i superiori li prego di vero cuore, e mi hanno promesso. Dio guidera ogni cosa a buon fine. Né credi già ch’io non sia più nulla per voi, che anzi ci rivedremo per non separarci mai più, serbati sempre fedele a tuo fidanzato, e così ci ameremo d’un eterno amore. Non ti dimenticherò mai, e dal fondo della mia prigione pregherò senza tregua per te. Promettami tu pure che non dimenticherai e le seguirai fedelmente, per ciò dunque te lo ripeto. L’ingiustizia, è ver, non hanno trattato con me, come avrebbe dovuto fare e mi hanno recato molto male coll’odio sua irragionevole, te lo prometto, e spero che Iddio mi darà l’assistenza sua per venirne a capo d’ogni cosa. Intanto la mia innocenza fu condannata dai malfattori e non Dio altro che il vero, Dio mè testimonio i miei più fieri nemici sono gli accusatori ingiusti; pur troppo il fatto è vero. Io potrei richiedere di una grazia ben grande e non oseranno rifiutarla, ma non richiedo di grazia alcuna mentre non imploro che giustizia. Ed io non ho odio ingiusto contro coloro che mi hanno offeso, né il pensiero mi passa pel capo giammai di vendicarmene, perché ho perdonato. Abbiate anche voi dunque pietà di colui che vi supplica. Ti fusti quella che potrai ottener la mia liberazione se sapresti parlare con che si deve gettarti a suoi piedi e supplicarli di vero cuore ho, certo mi esaudirà. Spero tuttavia che verrà il giorno in cui mi sarà restituita anche la libertà
[Lettera_Pagina_3]
e allora ti ricompenserò degnamente, oh, quanto sarei contento. Voglia Iddio degnarmi benedire il mio disegno e gli non si dimentica giammai. Di ciò che abbiam fatto ed è sempre certa la nostra ricompensa. No, giammai mia cara, la coscienza è pura, come la tua. Nono, credi pure io non son capace di simile bassazza. Si, bramerei anch’io di vero cuore, che tuo cugnato Gaspare Scolari si recasse in sieme a te medesima, se tanto […] quando ch’è il momento della sessione del Gran Consiglio, e parlargli e supplicarli di vero cuore; perciò, vengo a darvi nuove del mio desiderio. Dio medesimo guiderà i vostri passi, siete sicuri che sarete esauditi. Intanto bada bene a quel ch’io ti dico. Ora non ho altro a dirti questo è l’avviso che ti faccio e spero di essere esauditi ambidue persuaso che ora sarai sincera e fedele. Del resto è le sole parole che oso proferirti. E qui chiuderò la mia lettera pregandoti di ricordarse di quello ch’io ti dico e di riscontrarmi al più presto che puoi. Ricevete i miei ringraziamenti e i più sinceri saluti e così pure tutti quelli che si ricordano di me. Sono tuo fidanzato Rusconi Giacomo
[Lettera_ Pagina 4]
Alla Sig.ra Mocettini Antonia di Giacomo di Brione Verzasca
-
Tipo di documento
-
Lettere
-
Formato
-
Busta 15*8 cm; Lettera 27*21 cm. Foglio del Penitenziario.
-
Data di creazione
-
1878-11-03
-
Copertura temporale
-
1878-05-05 fino al 1878-11-03
-
Etichetta
-
Valigia Rusconi
-
Collocazione
-
Museo Verzasca
-
Provenienza
-
Berri, Silvano