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Titolo
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Dolcissima Io vengo a risponderti alle tue lettre
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Autore
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Rusconi, Giacomo
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Trascrizione
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[Busta_Fronte]
[Francobollo da 10 centesimi, bollato a Lugano l’ 8VIII76-5; secondo bollo pure a Lugano con data uguale]
Siga. Antonia Moccettini
di Giacomo
Brione Verzasca
[Busta_Retro]
[Bollato a Locarno il 9 VIII76VI-]
[Lettera_Pagina_1]
Penitenziere di Lugano li 5 Agosto 1876
Diletta Amante Carissima
Dolcissima Io vengo a risponderti alle tue lettre del 16 maggio e laltra del 15 Luglio. Oh quanta consolazione in mè nel vedere Il tuo ritratto è di mio figlio che è il mio proprio sangue e nel vedere che è guarito dalla malattia e che voi godete fiorente salute. Oh quanta preghiera a Dio di non straparmelo dalle tua braccia chemi rincrescerebbe e se la tua vita si breviasse pur dungiorno per la mia sventurattavita perché il mio pensiero sono sempre in Teo mio bambinello. Io spargio più lagrime dagli occhi che […] a che bevo dalle […] per quello la mia saluta non può essere buona perché il mia dispiacere sono troppo sovente e in fallibile per quello in questi paesi non resisterò
[Lettera_Pagina_2]
allungo e sarà quello che mi radira alla sepoltura sol fiur della mia gioventù a se la gente potesse leggere nel cuor mio meterebbe compasione ai più ferigni di questo mondo che mi rincrescerebbe a bandonato sul fini della tua bella gioventù tanto bramato io sono di Tè di potermi la tua dolcissima compagnia un qualche giorno. Stapur sicura se Io scampo non mi dipartirò giammai senza di Tè anche troppo siamo due amanti desfortunati in questo mondo che sa Il tuo padre non ghivrà [Dal dialetto: Avrà] forsi un poco di scrupol sulla sua coscienza se mai Dio velperdoni anch’io è gia scritto nel mio fretta di perdonare a quelli che mianno caluniato così in giusto sarrò pegio per toso oimé vita della mia vita quanti dolori in mè pur ben conoscervi chi io non potevo star lontano
[Lettera_Pagina_3]
dalla tua casa velopur detto che io sposar nessundaltra fuorché la vostra più tosto morire. Io non voglio rifiutare il mio proprio sangue, né la mia propria amante, non sono così in grato. Io vi giuro che sono innocente della morte del povero Gnesa. Dio lo sa bene cosi è per mio giudice. Mi è duro però in un punto felo perdere il frutto della mia libertà, ma assai più di questo mi contrista e mi strazia l’idea del disonore poiché la gente potrebbe credere ch’io sia un assassino. Vi giuro che io non ho visto né di giorno né di notte in quel tempo della sua morte. Mi è duro perdere il frutto di tante mie fatiche e consumare la mia gioventù. È duro perime a dover marcire in prigione per una persona che non ha neanco vista andato a letto nei [Piombi?] non mi fu possibile dormire. Sogni sempre la mia libertà
[Lettera_Pagina_4]
la testa ardermi ed il cuore sanguinare pensando a casa mia. Reggerebbero le mie gente a tanta sventura: lo strazio di quesgli amati cuori Vero male gravissimo è l’essere finto bugiardo invidioso calunniatore. Le bugie hanno le gambe corte e presto sono raggiunte scoperte e svergognate dalla verità mia condannato a marcire in un fondo di carcere per l’ignoranza senza necessità è un temerario. È impossibile che le arrischiate azioni da loro giungono tutte a buon fine. Molti ignoranti credono consistere la felicità nei bagordi. La giustizia di Dio è giusta la mia innocenza avanti a Dio è scoperta Dio è presente tutto vede e tutto sente quella attestare che in mezzo ai miei lunghi tormenti non trovai pur l’umanità così iniqua così indegna d’indulgenza cosiscarsa non credevo però [Cancellato da una penna nera] Alla Municipalità ò scritto per registrarmi Il mio figlio e per chiamar mio Zio e quando che vrò guadagnato suficente mi ricorderò io. Ti saluto sono il tuo amato Giacomo Rusco
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Tipo di documento
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Buste
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Lettere
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Formato
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Busta: 15*8 cm; Lettera: 42*27 cm
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Copertura temporale
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1876-08-05
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Etichetta
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Valigia Rusconi
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Collocazione
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Museo Verzasca
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Provenienza
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Berri, Silvano