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Titolo
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Ma hai ragione è tempo ch’io riscontri alla tua
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Autore
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Rusconi, Giacomo
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Trascrizione
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[Busta_Fronte]
Alla Sigra. Mocettini Antonia di Giacomo Brione Verzasca [ Francobollo da 10 centesimi, bollato a Lugano il 9VII1877-?]
[Busta_Retro]
[Bollato a Locarno il 10 VII1877VI-]
[Lettera_Pagina_1]
[In alto la firma in nera di? ; il documento è scritto su della carta del Penitenziere che riporta sulla sinistra le norme per la corrispondenza che riporto: Penitenziere Cantonale / Norme per la corrispondenza dei reclusi e dei detenenti/ I reclusi e detenuti ponno scrivere e ricevere negli stessi intervalli che sono stabiliti per le visite, cioè: Di un mese per gli attinenti alla classe prima (D’isolamento); Di quindici giorni per quei della seconda classe (del lavoro in comune); Di dieci giorni per i condannati della classe terza (periodo preparatorio alla liberazione); La Direzione potrà abbreviare i termini a titolo di ricompensa o d’urgenza, e così prolungarli per punizione. Le lettere che partono dai condannati sono consegnate alla Direzione, la quale esamina, e, se nulla ha da obbiettarvi, le munisce del visto, le suggella, e vi dà corso; - quelle che entrano, all’indirizzo dei medesimi ( e che dovranno essere affrancate) saranno aperte, parimenti lette e sottomesse al visto, indi inoltrate a destinazione. Le corrispondenze trattenute si conservano presso la Direzione a giustificazione del rifiuto; - oppure i brani che ritengonsi non convenienti si cancellano in guisa da renderli illeggibili. Le spese di carta e di affrancazione postale occorrenti dovranno essere rimborsate all’Amministrazione.]
Lugano il luglio 1877
Fidanzata Carissima
Ma hai ragione è tempo ch’io riscontri alla tua del 11 Aprile e l’altra ricevuta il 5 corrente. Veda che tu sei dispiacenta perché non ho scritto prima. Ma t’o scritto ai 24 di Maggio ma non è stato spedito perché in questi paesi, non posso scrivere la mia propria ragione. E per questo non ho scritto altra, e sono stato assai dispiacente né mangiavo né lavoravo e quasi, di una smannia di uccidermi. Se mi fanno tribulare di più di quello ch’io già soffri io cessa immediatamente di vivere. Sono stato rabiato non seppi neppur il perché. Giurà si, queste ingiurie non le ho meritate, Dio m’è testimonio. Ebbene pacienza, sarà un disinganno di più, e vi disingannerete, dei grossolani errori o presto o tardi, sentendomi l’apre ladre che in me si fanno con gran dolore, perché tutto è falso. Dio sa è cosa si straziante che non v’ha termini per accenarla, quanti errori quente false calunnie, sotto i miei occhi contro di me. Dover tenere un delitto, che non ho commesso. Questo però mi piomba, sul mio cuore, per cui geme. Credi tu farsa, ch’io voglia dimenticarmi perché ho tardato col mio riscontro alla tua. Non temi giammai, il mio pensiero è sempre in te e nel mio carissimo figlio. Oh, io mai più dimenticarmi di voi siette gli oggetti più cari dei miei pensieri. Io godo fiorente salute e altrettanto spero di tutti voi.
[Lettera_Pagina_2]
E io per questo sono sempre malinconica, e solo mi consola per la tranquillità. Della mia coscienza che un giorno sarò felice. Non ho nessuna persone al mondo più care del mio figlio, pensi, un giorno sara il mio ajuto ed io sarò per voi fino all’ultimo mio sangue. Io non posso dimostrarvi la mia gratitudine perche non posso descriverla. Tu hai bel dire, di aver pacienza. Ma se tu sapessi come è la mia coscienza tu vorrei rispondermi hai ragione. Ma chi, non vorrei lamentarsi, attrovarsi nel mio stato senza mia colpa. Sarebbe un uomo che non ha sentimento franco. Credo e giuro di parlare colla propria ragioni. Ah se potessimo leggersi inel cuore. Io piange e sospiro giorno e notte per questo insulto ricevuto senza mia colpa e ciò sarà per mio testamento. Chi né stato loccasione, la maledizione di Dio caderà sulla testa di quelli, che mianno fatto il torto. Se io campasse anche cento anni, non dimenticherò giammai questo fatto, che francamente, lo giuro sul punto della mia morte, che è uno sbaglio che mianno fatto. Dio mi legge il mio cuore, Dio mi spinge in questo pensiero. Che la protesta finché il Cielo mi lascerà spirito di vita, che sono grossolanamente condannato senza colpa, un qualche di sarà giudicata da Dio in faccia a tutto il mondo allora vedremo dove sono i delitti. La dimanda di grazia sono in Gran Consiglio. Lo fatta scrivere io qui. E voglio ripetere in Novembre [Seguono tre righe censurate]. Ti lascio e nel lasciarti, io sento pianto lagrimosi oh, in qual ti lascio orribile momento. Ti saluto caramente e tutti tuoi di casa. Un saluto per il mio caro amico Gaspare Scolari e la sua moglie, e la mia Cara madre e sono Il fidanzata tuo Rusconi Giacomo
[Lettera_Pagina_3; vuota]
[Lettera_Pagina_4]
Alla Sigra Mocettini Antonia di Giacomo di Brione Verzasca
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Tipo di documento
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Buste
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Lettere
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Formato
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Busta: 15*8 cm; Lettera: 27*21 cm
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Data di creazione
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1877-07
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Copertura temporale
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1877-05-11 fino al 1877-07-10
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Etichetta
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Valigia Rusconi
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Collocazione
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Museo Verzasca
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Provenienza
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Berri, Silvano