-
Titolo
-
Vedendo che non ricevo notizia da tè
-
Autore
-
Rusconi, Giacomo
-
Trascrizione
-
[Busta_Fronte]
[Francobollo da dieci centesimi bollato a Lugano il 5I80-6]
Sig.a Antonietta Mocettini di Giacomo Brione V.
[Busta_Retro]
[Timbrato a Brione Verzasca il bollo di Locarno è datato -6I1880VI-]
[Lettera_Fronte]
[Il documento è scritto su della carta del Penitenziere che riporta sulla sinistra le norme per la corrispondenza che riporto: Penitenziere Cantonale / Norme per la corrispondenza dei reclusi e dei detenenti/ I reclusi e detenuti ponno scrivere e ricevere negli stessi intervalli che sono stabiliti per le visite, cioè: Di un mese per gli attinenti alla classe prima (D’isolamento); Di quindici giorni per quei della seconda classe (del lavoro in comune); Di dieci giorni per i condannati della classe terza (periodo preparatorio alla liberazione); La Direzione potrà abbreviare i termini a titolo di ricompensa o d’urgenza, e così prolungarli per punizione. Le lettere che partono dai condannati sono consegnate alla Direzione, la quale esamina, e, se nulla ha da obbiettarvi, le munisce del visto, le suggella, e vi dà corso; - quelle che entrano, all’indirizzo dei medesimi ( e che dovranno essere affrancate) saranno aperte, parimenti lette e sottomesse al visto, indi inoltrate a destinazione. Le corrispondenze trattenute si conservano presso la Direzione a giustificazione del rifiuto; - oppure i brani che ritengonsi non convenienti si cancellano in guisa da renderli illeggibili. Le spese di carta e di affrancazione postale occorrenti dovranno essere rimborsate all’Amministrazione.]
Lugano li 4 Gennaio 1880
Fidanzata Carissima
Vedendo che non ricevo notizia da tè, della lettera che ti spedì il giorno 16 novembre 1879. Ricordati dunque oggi ti rispondo con grande premura. Siccome il […] 7 Gennaio corente si radunano il Gran Consiglio mi rivolgo a te, ai nostri parenti e amici, e vi prego caldamente tutti, quando il Gran Consiglio sarà radunato a portarsi a Locarno e raccomandarvi a tutti i Consiglieri perche mi faciano la Grazia della libertà pregateli che abbia pietà del mio stato e della mia innocenza. Dunque io, ti prego tu per la prima senza fallo di andare a a Locarno a parlare ai Consiglieri quando saranno in seduta. Mi racomanda caldamente anche al mio Avvocato Volontario, e all’Avvocato […], e tu le fareai la risposta. Lascio a te e a tutti di pensare quale sarà la mia disperazione. Giacché la dolorosa infamia ed ingiustizia fatta a me, senza mia colpa, diche mi dolgo più per te, che per me, mia cara sposa;
[Lettera_Retro]
Pensa bene che viaggia i 6 anni che sono in carcerato senza mia colpa, che cosa devo io pensare di questa crudeltà; pazienza condannarmi a 5 a 6 o 10 anni ma si tratta alla reclusione perpetua, è una gran vergogna. Il diritto non è altro che la coscienza d’aver ragione. Io non crederò mai che il Gnesa, sia stato ucciso se ciò sia stato ucciso, non può essere che quelli stessi che hanno giurato il falso verso di me. Per parte mia desidero ancora meglio nei panni della mia innocenza condannata, che non in quelli da giurati e di certi testimoni che hanno giurato da ignoranti la più sciocca coscienza, se ne hanno una la quale deve essere piena di rimorso che li trascinerà alla tomba. Del resto io sono sano altrettanto spero di tutti voi. Ricevi mille baci te e il nostro caro figlio un abbraccio a tutti i parenti e amici addio. Io sono e sarò sempre il tuo affezionatissimo sposo Giacomo Rusconi. Alla Sig.ra Antonia Mocettini di Giacomo di Brione Verzasca. Preme [Segue una firma in penna blu di ?]
-
Tipo di documento
-
Buste
-
Lettere
-
Formato
-
Busta: 15*8 cm; Lettera: 27*21 cm.
-
Data di creazione
-
1880-01-04
-
Copertura temporale
-
1879-11-16 fino al 1880-01-07
-
Etichetta
-
Valigia Rusconi
-
Collocazione
-
Museo Verzasca
-
Provenienza
-
Berri, Silvano